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DESCRIZIONE

"Un tempo conoscevo soltanto stanchezze da temere."
"Un tempo, quando?"

Quella di cui parla Handke in questo breve scritto, a metà tra il saggio e la riflessione autobiografica, è la stanchezza del vivere che ci coglie quando il reticolo cieco delle relazioni sociali non consente più di elevare lo sguardo oltre gli angusti confini del presente. Questa stanchezza non ha i toni alti dell'epilogo drammatico di un conflitto o di una forte tensione esistenziale: è la stanchezza più sottile, e per questo più inquientante, che s'accompagna alla banalità della vita. Contagiando il lettore con la descrizione delle proprie stanchezze, Handke lo porta a riconoscersi in questa fondamentale esperienza del mondo, ma anche a comprendere che è essenziale in un processo creativo basato sulla contemplazione. Questo saggio-confessione di uno dei più disincantati "ingegneri dell'anima" del nostro tempo ci fa riflettere di un mondo bombardato dall'irrealtà: un mondo dominato e dannato dalla fretta incalzante e brutale del "mucchio dei non-stanchi", che hanno orrore della stanchezza perché "suggerisce meno quanto va fatto che quanto può essere tralasciato".


DETTAGLI

ALTRI CONTRIBUTI : Emilio Picco
FORMATO PER IL PRESTITO : EPUB con DRM Adobe
FORMATO PER LA VENDITA : EPUB con DRM Adobe
ISBN EPUB : 9788811814559
ISBN CARTA : 9788811666226
LINGUA : italiano
ARGOMENTI : # in Letteratura e studi letterari / Saggistica / Prosa letteraria